L’ex direttrice creativa di Gucci apre un nuovo capitolo creativo: uno storico caffè romano che rinasce come bistrot contemporaneo, dove il gusto incontra il design.
Ci sono luoghi che appartengono alla geografia di una città e altri che abitano la memoria di chi la vive. Bixio nasce proprio dall’incontro tra queste due dimensioni. Lo storico bar Faustini di via Poerio, a Monteverde, aperto dal 1935, rinasce oggi come un bistrot elegante e contemporaneo, aperto dalla colazione alla cena. L’anima è quella del caffè di quartiere, ma lo sguardo è decisamente attuale: una cucina italiana essenziale che dialoga con la stagionalità e le piccole realtà del territorio, una carta dei vini curata, specialty coffee, cocktail e un interior raffinato, disegnato dalla stessa Frida Giannini, tra arredi vintage, dettagli déco e atmosfere che raccontano una bellezza mai ostentata.
Ma Bixio è soprattutto il nuovo capitolo di una donna che della bellezza ha fatto il proprio linguaggio.

Per oltre vent’anni Frida Giannini ha contribuito a scrivere una delle stagioni più riconoscibili della moda internazionale. Prima da Fendi, poi come direttrice creativa di Gucci, ha firmato collezioni capaci di ridefinire l’immaginario del marchio, riportandolo al centro della scena globale grazie a un’estetica sofisticata, femminile e contemporanea. Oggi quello stesso sguardo si sposta dall’universo della moda a quello dell’ospitalità, senza perdere coerenza.
“Più che il desiderio di aprire un ristorante, è stato il desiderio di restituire vita a un luogo che ha un significato speciale per me“, racconta: “Qui venivo da bambina a fare colazione con mia nonna. Era uno di quei posti che entrano a far parte della memoria affettiva e del paesaggio emotivo di una città. Quando si è presentata l’opportunità di riportarlo in vita, ho sentito che era il momento giusto per farlo”.
Non un cambio di carriera, quello di Giannini quanto piuttosto un’evoluzione naturale del suo modo di progettare: “Non considero Bixio un cambio di linguaggio. Che si tratti di una collezione o di un bistrot, ciò che mi interessa è creare un’esperienza coerente, fatta di atmosfera, dettagli e armonia. La bellezza non è mai un fatto puramente estetico: nasce dal modo in cui uno spazio riesce ad accogliere le persone e a trasformare un momento quotidiano in un ricordo”.
Ed è proprio il dettaglio il filo invisibile che unisce moda e ristorazione. In Bixio nulla sembra lasciato al caso: dalla luce ai materiali, dalla musica alla mise en place, fino al modo in cui un piatto arriva in tavola. “Ogni elemento contribuisce a costruire un’esperienza coerente. Il mio approccio è sempre stato quello di cercare equilibrio tra estetica e funzione. Un piatto non viene servito soltanto per essere degustato, ma per dialogare con il contesto in cui si trova”.
Una filosofia che si riflette anche nella cucina: rigorosa ma accessibile, con una proposta che attraversa tutta la giornata. Dai lieviti artigianali della colazione ai Tegamini, dalle “Scarpette” da condividere ai primi, fino ai dolci fatti in casa, ogni preparazione racconta un’idea di italianità contemporanea, essenziale e autentica.

Se Bixio fosse una collezione di moda, quale sarebbe il suo manifesto? Giannini non ha dubbi: “Il filo conduttore è l’autenticità. Volevo creare un luogo che esprimesse un’idea di eleganza spontanea, profondamente italiana ma aperta al contemporaneo. Ci sono ricordi personali, oggetti provenienti dalle mie case, riferimenti alla convivialità e a quell’idea di casa in cui il bello convive naturalmente con il quotidiano”.
In fondo, più che un bistrot, Bixio sembra il ritratto di una nuova fase creativa. Un luogo in cui il design incontra il gusto, la memoria dialoga con il presente e la firma di Frida Giannini esce dall’armadio per accomodarsi intorno a una tavola. Perché, come conclude lei stessa, “i progetti più riusciti sono quelli che le persone non si limitano ad attraversare, ma ricordano“.

