Gilda Guida: “Se è spesso l’uomo a occuparsi della vendita, sono le donne a fare il mercato da sempre”.
Il Campania il 40% delle aziende è guidato da donne. Manager impegnate nella promozione e nel marketing strategico, ma anche nel segmento dell’accoglienza in sede e nella partecipazione a fiere nazionali ed internazionali. Lo sa bene Gilda Guida, con il marito Salvatore Martusciello a capo dell’azienda Salvatore Martusciello Wine, neoeletta delegata campana dell’Associazione Donne del Vino che guiderà per i prossimi tre anni assieme alla sua vice Paola Licci, referente AIS Campi Flegrei.
La Campania del vino è sempre più rosa?
Assolutamente sì, non solo per il numero crescente di donne alla guida delle aziende vitivinicole, ma per il ruolo sempre più centrale che ricoprono come narratrici dei territori, sommelier, ristoratrici, giornaliste e professioniste della comunicazione. Sono donne che ogni giorno interagiscono con visitatori e appassionati, facendo conoscere – assieme al vino – realtà spesso poco note ma ricche di storia, paesaggio e cultura. Nella delegazione che mi onoro di guidare siamo 74 donne: un numero che testimonia una presenza concreta, attiva e in costante crescita. In realtà, la presenza femminile nel mondo agricolo c’è sempre stata. Oggi però il ruolo delle donne è diventato strategico. Le aziende stanno cambiando e noi siamo sempre più “multitasking”: dalla produzione all’accoglienza, dalla comunicazione al marketing territoriale. La naturale propensione all’ospitalità rappresenta un impulso importante per l’economia dell’intero territorio che circonda l’azienda scelta dal wine lover.
Il turismo del vino è in crescita?
In Campania si sta sviluppando in modo significativo l’enoturismo: le cantine sono sempre più attrattori turistici e molte aziende, attente alla tutela della natura e del paesaggio, si sono evolute dalla sola gestione agricola a un modello integrato che comprende accoglienza ed esperienze turistico-ricettive. È un’evoluzione che fa bene a tutto il comparto. E in questo percorso le donne stanno dando, e continueranno a dare, un contributo determinante.

Chi sono le Donne del Vino?
Sono professioniste che ogni giorno lavorano con passione per dare il giusto risalto al lato rosa del vino. Un’evoluzione naturale di quelle donne che da sempre sanno intessere relazioni, creare connessioni, costruire valore. D’altronde, se è spesso l’uomo a occuparsi della vendita, sono le donne a fare il mercato da sempre. Dal 1988, anno di nascita dell’Associazione Nazionale Donne del Vino, raccontiamo storie di talento, radici e identità, ma anche di prove, errori e crescita. E lo abbiamo fatto senza mai creare ambienti conflittuali. Siamo professioniste, imprenditrici, comunicatrici, e anche madri, mogli, figlie, sorelle, capaci di coniugare visione, competenza e sensibilità.
Cosa porterà di nuovo?
Dalla delegata che mi ha preceduto, Valentina Carputo, raccolgo il testimone di un patrimonio prezioso di relazioni, competenze e metodo costruito negli anni: un’eredità che va custodita con attenzione e, allo stesso tempo, ulteriormente rafforzata. Il cambio di passo che immagino riguarda la necessità di rendere l’Associazione ancora più permeabile e partecipata. Più ascolto dei territori per favorire un coinvolgimento sempre maggiore delle socie. Il nostro impegno sarà quello di promuovere iniziative di valorizzazione in tutte le province: dall’Irpinia al Beneventano, dal Casertano all’area salernitana. Vorrei che ciascuna di noi raccontasse di più di sé, della propria storia e del proprio territorio. Solo attraverso una rete viva, inclusiva e consapevole potremo rafforzare il nostro ruolo e dare ancora più valore al contributo delle donne nel mondo del vino.
Sua suocera, Elena Martusciello, è stata presidente nazionale, le dà consigli?
Ho un rapporto bellissimo con lei, è stata delegata e presidente nazionale, crede tanto nell’associazionismo in diversi ambiti, ha sempre creato collaborazioni proficue tra enti e istituzioni finalizzate ad attività anche sociali.
Quale è un progetto che merita di essere conosciuto?
In Italia Le Donne del Vino conta 1200 socie, e non possiamo dimenticarci di due donne iscritte, ammazzate per mano dei compagni. La violenza di genere va combattuta e abbiamo organizzato un evento a Napoli proprio per favorire la conoscenza dell’argomento e sostenere donne vittime di violenza che grazie al lavoro sono rinate. Le giornate delle donne e del vino in tutte le delegazioni d’Italia hanno visto eventi diffusi a marzo, noi sosterremo “Calici di libertà”, l’aperitivo con le Donne del vino della Campania presso La Buvette di EVA al Teatro San Ferdinando in occasione di “Ce steva 3 vvote” di Manlio Santanelli, la performance che dal 17 al 21 marzo hanno animato gli spazi del foyer. I vini delle socie sono stati proposti in abbinamento alle specialità gastronomiche de Le Ghiottonerie di Casa Lorena, laboratorio gastronomico della cooperativa sociale EVA che sostiene l’autonomia economica di donne in uscita dalla violenza, donne che con la forza di volontà, i sorrisi ed il lavoro di squadra sono rinate.


